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"Transcultural identities: Jungians in Hong Kong"
di  Marta Tibaldi (foto a destra) et al. (2016)
Artemide edizioni, Roma, pp.120, Euro 18.00

recensione di CRISTINA ANGELINI  (foto al centro)

Questo libro nasce dal desiderio di condividere un’esperienza svoltasi ad Hong Kong a partire dal 2010: l’incontro di una analista junghiana dell’ AIPA (Marta Tibaldi) con un gruppo di analisti dell’Istituto di Psicologia Analitica  di Hong Kong (l’ HKIAP).  Questo incontro mette alla prova e fa riflettere gli analisti occidentali , rispetto all’etnocentrismo dei loro presupposti culturali, giacchè il gruppo di Hong Kong si muove verso nuove forme  forme di psicologia analitica, sia dal punto di vista clinico che teorico. Gli analisti occidentali sono anche intrigati dall’entrare in un territorio nuovo, sia dal punto di vista geografico sia da quello teorico e clinico, perché ricevono nuovi input e questo li fa seriamente riflettere sul proprio etnocentrismo e su un più o meno latente “complesso di superiorità”.La prospettiva transculturale permea tutto questo lavoro.
Se si vuole evitare di esportare aI propria cultura e colonizzare (anche) il mondo della psicologia, c’è bisogno di lavorare insieme, ricucendo tutto in un modo nuovo, sia i livelli diversi di comprensione che di immaginazione, anche attraverso parole nuove e immaginarie.
“Come l’analista apprende sempre cose nuove da ogni paziente, così gli analisti didatti devono aprirsi a esperienze a loro non familiari e far conto sugli studenti per entrare in un mondo culturalmente nuovo; entrambi - didatti e student - devono tollerare di non conoscere la dimensione culturale della relazione”.
Inevitabilmente, possono esserci difficoltà e incomprensioni nell’incontro e scontro culturale, ma può esserci  una trasformazione bi-direzionale (e del didatta e degli allievi) insieme ad un creativo confronto con l’alterità  dentro e fuori di noi, accettando le differenze ed esercitandosi a un atteggiamento non giudicante.
Marta Tibaldi è stata “liason person” (in linea con la politica formativa dell’AIPA) responsabile del gruppo di Hong Kong, con funzione di supporto e di supervisione, sia di gruppo sia individuale, e organizzatrice di attività e seminari su argomenti e tecniche junghiane al fine di aiutare i singoli membri a diventare analisti AIPA, mantenendo e seguendo la loro creatività.
Il suo lavoro si è focalizzato particolarmente sull’identità Junghiana e post Junghiana e sullo sviluppo di una personale visione di “che cosa intendiamo quando ci definiamo junghiani”.
La raccolta di racconti costituisce una riflessione che offre uno spaccato di visione della peculiare storia e realtà attuale di Hong Kong, attraverso il viaggio autobiografico dei 5 autori e della loro esperienza clinica di analisti junghiani asiatici e del come sono stati influenzati  e inspirati dal lavoro, sia didattico sia personale, con Marta Tibaldi e con altri analisti occidentali.
Arriva forte la complessità del loro viaggio culturale, sia di quelli nati e cresciuti ad Hong Kong sia di quelli immigrati dall’Indonesia, anche attraverso l’uso dei sogni nel descrivere con vividezza il proprio viaggio.




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