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46 Congresso EABCT (European Association for Behavioural and Cognitive Therapies) dal 31 agosto al 3 settembre 2016

recensione di FABIO MONTICELLI (Didatta SITCC - Centro Clinico de Sanctis, Roma)


Dal 31 agosto al 3 settembre 2016 si è tenuto a Stoccolma, presso il Centro Congressi, il 46esimo Congresso EABCT –Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale (EABCT, European Association for Behavioural and Cognitive Therapies). Il tema centrale del congresso “Roots and present branches of CBT” riguardava il confronto tra le radici e le attuali ramificazioni, gli approcci alternativi e innovativi che si sono sviluppati negli ultimi anni.
Il congresso è stato molto seguito; molti i relatori e i partecipanti provenienti da tanti Paesi stranieri, tra i quali l’Australia e la Cina.
Molto è stato detto con tono evocativo sulla storia della terapia cognitivo-comportamentale e moltissimo è stato riferito sugli ultimi sviluppi in questo ambito. Un po’ inquietante, a volte, è parsa l’applicazione delle tecniche cognitivo-comportamentali attraverso l’uso delle tecnologie in rete. Inquietante perché l’uso di Internet è concepito ben oltre l’uso di Skype che a volte può essere utilizzato “extrema ratio” per ultimare una terapia già impostata e interrotta per esigenze impreviste del paziente e trasferimenti non programmati in altre città.
In queste situazioni, la coppia terapeuta-paziente deve scegliere se interrompere la terapia in corso o continuare con i mezzi tecnologici a disposizione. Quando la relazione è già ben collaudata e caratterizzata da una efficace alleanza terapeutica, a volte è preferibile continuare la terapia con lo stesso terapeuta piuttosto che ricominciare daccapo con un altro. Questa scelta, benché costituisca un’evidente e macroscopica rottura del setting, rappresenta una decisione che pone in una posizione di primo piano il ruolo della relazione terapeutica a discapito dell’ortodossia.
Invece, alcuni contributi presentati al congresso di Stoccolma descrivono protocolli terapeutici basati sull’uso di Internet che procedono in direzione contraria a questo fondamentale assunto, invalidando del tutto l’importanza della relazione. Sono stati descritti protocolli d’intervento basati sull’applicazione di tecniche cognitivo comportamentali proposte mediante comunicazioni via e.mail, che sostituiscono in buona sostanza lo scambio clinico e il rapporto dialogico tra terapeuta e paziente. Sostanzialmente, nei contributi dei relatori si è parlato assai poco di relazione terapeutica e di alleanza terapeutica.
L’andamento generale del congresso, la scarsità del numero dei contributi e delle ricerche in ambito clinico e le molte ricerche presentate riguardanti l’utilizzo di Internet nelle terapie e le tavole rotonde su questo tema suggeriscono una deriva nella quale viene dato sempre più risalto all’apporto tecnico a detrimento della qualità della relazione e dell’alleanza terapeutica che, pur rappresentando costrutti fondamentali del processo clinico, vengono spesso trattati in maniera teorica e formale, ma assai poco in modo sostanziale.


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