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"Emdr e disturbi dell’alimentazione. Tra passato, presente e futuro", di Marina  Balbo (2015): , Giunti, Firenze, pp. 224, Euro 22.00

Recensione di SARA UGOLINI *

Soffrire di un disturbo alimentare significa spesso usare il cibo per esprimere un dolore emotivo risalente alle prime esperienze di vita. Il ruolo delle prime esperienze di vita sfavorevoli (ACEs), i traumi relazionali, i traumi dell’attaccamento e gli eventi traumatici sono ormai ampiamente riconosciuti come fattori di rischio per lo sviluppo di molte patologie, compresi i disturbi alimentari, così come sottolineato anche dal DSM 5.
È a partire da questa premessa, che l’autrice di questo libro individua nell’ EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) un approccio psicoterapico efficace, che permette di intervenire direttamente sulle esperienze traumatiche precoci, consentendone la rielaborazione e la risoluzione adattiva. Nell’ AIP (Adaptive Information Processing), il paradigma alla base dell’EMDR, le manifestazioni sintomatiche (compresi i sintomi DCA), sono il risultato di esperienze traumatiche del passato non correttamente elaborate, riattivate da eventi del presente in qualche modo collegate a esse e capaci di elicitare il sintomo, creando sofferenza. Nonostante l’EMDR sia un trattamento evidence-based per il DPTS (Disturbo Post Traumatico da Stress), negli ultimi anni molti studi si sono orientati verso la comprensione della sua efficacia per il trattamento di problemi connessi alle esperienze di vita sfavorevoli (ACEs), come quelle che è possibile appunto rintracciare nelle storie di vita dei pazienti affetti da DCA.
Questo libro, scritto da Marina Balbo, rappresenta una guida fondamentale per tutti i clinici che intendono utilizzare l’EMDR nella cura dei DCA, attraverso la descrizione accurata di tutte le 8 fasi del protocollo, supportata da numerosi casi clinici che contribuiscono in modo efficace a mettere in luce gli aspetti pratici-operativi del metodo EMDR. Il terapeuta troverà in questo volume una base teorica, sociologica ed epidemiologica per inquadrare i disturbi alimentari (cap. 1-2-3), nonché una parte specifica dedicata all’applicazione del metodo EMDR ai sintomi dei disturbi alimentari derivanti da esperienze di vita traumatiche irrisolte (cap. 5-6-7), fornendo alcune strategie utili per lavorare con questa tipologia di pazienti, risultato della ricerca in questo ambito e dell’esperienza clinica pluriennale dell’autrice. Particolare attenzione è dedicata all’utilizzo di strumenti utili al consolidamento sia della motivazione al trattamento, sia delle risorse necessarie ad affrontare il processo terapeutico. Vengono inoltre descritti gli strumenti necessari per la diagnosi e la raccolta della storia di vita del paziente, che consentono la formulazione di un piano terapeutico con l’indicazione dei target da elaborare, nei 3 versanti di lavoro: Passato (individuazione delle esperienze traumatiche relazionali e dell’attaccamento), Presente (gestione del sintomo), Futuro (prevenzione delle ricadute e consolidamento del coping appreso).
Un’accurata analisi della letteratura scientifica riguardante i nuclei psicopatologici relativi agli aspetti del trauma e della dissociazione presenti nella maggior parte dei pazienti con DCA è riportata nel capitolo 4, e rappresenta uno strumento utile al clinico per impostare la seconda fase del trattamento, quella psicoeducazionale, mentre un intero capitolo (cap. 8) è dedicato ai casi clinici, consentendo al lettore di approfondire in modo concreto l’utilizzo di strategie pratiche per il trattamento, approfondendo le modalità attraverso le quali si arriva alla concettualizzazione del caso, alla formulazione del piano terapeutico e all’applicazione delle 8 fasi del protocollo, con utili esempi su come elaborare i target relativi all’immagine corporea, come lavorare nello specifico sul sintomo, come superare gli eventuali blocchi attraverso il lavoro sule parti (Watkins e Watkins, 1997; Van der Hart, 2011) e, attraverso il lavoro sul Futuro, come prevenire le ricadute.
Anche se gli argomenti trattati in questo volume presuppongono che il lettore abbia conseguito almeno una formazione di base sul metodo EMDR, il merito di questo libro è senz’altro quello di essere il primo in Italia ad aver formalizzato l’utilizzo dell’EMDR con i pazienti che soffrono di disturbi alimentari, ed è per questo che rappresenta una guida di riferimento imprescindibile per i clinici che si occupano di questo disturbo.

* Sara Ugolini è Psicologa del lavoro, Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale esperta in Disturbi del Comportamento Alimentare, Terapeuta EMDR, Centro Clinico de Sanctis Roma.


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